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ASSEGNO DI MANTENIMENTO NEI CONFRONTI DEI FIGLI: ASPETTI PRATICI



Nei precedenti post si è introdotto l’argomento indicando la differenza tra assegni di mantenimento e diritto agli alimenti e spiegato cosa può fare il coniuge che non li riceve, oggi rispondiamo alle domanti più frequenti che ci rivolgono i nostri Clienti:

1: Che cos’è l’assegno di mantenimento per i figli e quando ho l’obbligo di fornirlo?

Il diritto al mantenimento è l’obbligo dei genitori di fornire ai figli dal punto di vista economico le risorse necessarie per la loro crescita, sia fisica che spirituale (quindi un tetto, cibo, educazione, attività sportive e ludiche, vestiti, cure mediche, ecc) La legge è molto chiara quando prescrive, sia nella Costituzione (art.30) sia nel Codice Civile (art. 315 bis e seguenti), l’obbligo dei genitori a mantenere la prole. Quest’obbligo sussiste anche dopo la separazione dei coniugi o anche dopo la rottura del rapporto sentimentale dei conviventi.  

2: Nel momento in cui sorge la rottura tra i genitori chi deve corrispondere al mantenimento e in che misura?

Il primo presupposto per chiedere il mantenimento tramite un assegno mensile prestabilito è la “rottura” del rapporto: lo scioglimento dell’unione civile e la separazione nel matrimonio. Chi lo deve corrispondere? Solitamente il genitore che non risiederà con il proprio figlio. Con l’eccezione per coloro che pur non risiedendo con i propri figli non abbiano una concreta capacità reddituale e/o non si trovino con mezzi sufficienti per poter provvedere economicamente alla prole.

3.  Ci sono diversi tipi di assegno di mantenimento?

Si, quello ordinario e quello straordinario. Quello ordinario: ai sensi del Codice civile (art 337 ter) è destinato a coprire le attuale esigenze del figlio, deve corroborare a mantenere lo stesso tenore di vita esistente prima della rottura del rapporto tra i genitori e le risorse economiche di ciascun genitore. Quindi: vitto, abbigliamento, ricariche del cellulare, trasporto, carburante, attività ricreative e spese mediche non straordinarie o altre. Per il Tribunale di Brescia (cfr. Protocollo d’intesa), l’assegno di mantenimento ordinario è destinato a coprire le esigenze di vitto e alloggio, attività ricreative- conviviali, ricariche del cellulare, trasporto urbano e/o carburante, vestiti entro certi limiti e tutte le spese a esso relative e a corroborare a mantenere lo stesso tenore di vita prima della rottura del rapporto. Quello straordinario: secondo il Codice civile sono tutte quelle spese routinarie e non che comportano un elemento extra rispetto al minimo necessario che la legge impone per il mantenimento dei figli. Ad esempio: attività sportive, corsi di lingue, babysitter, ripetizioni, medicinali. Per il Tribunale di Brescia (cfr. protocollo d’intesa) l’assegno di mantenimento straordinario è destinato a coprire tutte le attività ritenute routinarie e di carattere eccezionale o quelle che hanno un costo importante per l’economia della famiglia, e sono ben elencate nel protocollo d’Intesa e sono; Visite mediche specialistiche, cure dentistiche, ticket sanitari, cure fisioterapeutiche, farmaci particolari, spese scolastiche, corsi di recupero, spese per attività ludiche, spese per la babysitter, spese per i centri ricreative, corsi di lingua , viaggi e gite scolastiche. (si noti bene alcune di queste spese prima di essere affrontate devono essere concordate con l’altro genitore) Inoltre, le spese straordinarie di regola si dividono al 50% ciascuno, salvo accordi diversi.

4. Come si calcola, quindi, l’assegno di mantenimento ordinario?

La misura del diritto al mantenimento: è un calcolo complesso e non vi sono criteri univoci nei Tribunali, ma in linee generali è calcolato in base “all’agio” in cui versava il nucleo familiare o la coppia prima della separazione o dello scioglimento dell’unione civile. Tutto dipenderà sicuramente dal reddito che percepiscono i due genitori. E si tenga conto che in base alla esperienza nel Tribunale di Brescia solitamente si parte da 150-200 euro al mese. Ovviamente tutto legato al reddito percepito in primis da chi è obbligato a darlo, in abbinamento al reddito di chi lo riceve.

5. Qual è la durata dell’assegno?

La durata: sino a che il o i figlio/i abbia/no raggiunto la propria indipendenza economica. Che deve essere costante. Quindi un lavoro estivo e/o occasionale non potrà per ora essere considerato come raggiungimento dell’indipendenza economica Si estingue in caso di morte.

6. Da quando è dovuto l’assegno di mantenimento?

L’assegno di mantenimento decorre dal momento in cui si è fatta la richiesta giudizialmente. Nel caso in cui non vi sia alcuna domanda giudiziale, perché poi si è andati d’accordo dal momento comunque della loro richiesta.

7. Il diritto al pagamento dell’assegno di mantenimento – una volta accordato – si prescrive?

Si. La prescrizione è quinquennale. Perciò è importante agire subito! Per maggiori approfondimenti per richieste, recupero assegni non pagati e/o calcoli di quanto spetterebbe, contattate lo studio legale Navarro – Uberti.

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data 20/07/2021
Categoria Diritto civile
Autore Autore: Avvocato Mara Navarro

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