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Bonus 110% per i condomini: premesse ed applicabilità



Il super bonus o bonus 110% è uno strumento posto a disposizione di tutti coloro che hanno i requisiti per poter detrare la spesa di determinati lavori di riqualificazione del proprio immobile nella dichiarazione dei redditi piuttosto che cedere il proprio credito oppure negoziarlo con lo sconto in fattura. Quindi un vantaggio che i condomìni potrebbero sfruttare per eseguire dei lavori di riqualificazione dell’intero immobile.

Quali lavori sono ammissibili

Il decreto definisce i lavori come “trainanti” o come “trainati” . I primi consistono nell’isolare termicamente l’edificio, facendo o rifacendo il cappotto termico o cambiando la caldaia o sostituendo l’impianto di climatizzazione o nel mettere in sicurezza antisismica l’immobile. I secondi invece prevedono la sostituzione di serramenti e finestre, l’installazione di pannelli fotovoltaici o l’installazione di colonnine di ricarica per le auto elettriche.

Quando scade il bonus 110%

Il beneficio, secondo il primo decreto Rilancio in cui se ne parla, spetta per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, con l’eccezione delle case popolari, che possono arrivare a giugno 2022. Con gli ultimi aggiornamenti il super bonus 110% è stato prorogato fino a tutto il 2023. Dal 2024 l’importo del bonus sarà del 70% e nel 2025 diventerà del 65%.

Super bonus per i condomini

Essendo il superbonus usufruibile da tutti i proprietari di abitazione, esso si applica anche alle abitazioni in condominio, che però non possono agire come entità unica. Per far si che il condominio possa usufruire del vantaggio economico del bonus 110% l’amministratore dovrà predisporre una serie di assemblee e di documentazioni.

Chiarimenti per i condòmini

I lavori di riqualificazione sono a costo zero? Assolutamente no! I costi sono molto ridotti, ma per accedere al beneficio le fatture vanno pagate. A meno che non si decida per la cessione del credito a ente o fornitore che applica lo sconto direttamente in fattura.

Va comunicato in modo inequivocabile che usufruendo del credito fiscale, ci vorranno anni per recuperare le spese sostenute attraverso la dichiarazione dei redditi. Mentre nel caso in cui si usufruisca della cessione del credito d’imposta o dello sconto in fattura, ci sono dei costi che non rientrano nel bonus e che andranno pagati dai singoli condòmini.

È anche bene chiarire che la mancata applicazione delle specifiche contenute, e continuamente aggiornate, nei decreti comporta il rischio di dover pagare i lavori in toto.

C’è la possibilità che la ditta costruttrice fallisca, in questo caso il condominio dovrà saldare tutte le spese non sostenute dalla ditta, che significa spese non previste da saldare da parte di tutti i condomini.

Nel caso in cui la richiesta di bonus 110% venga fatta in modo superficiale, al momento del controllo periodico, l’Agenzia delle Entrate potrebbe riscontrare una mancanza dei requisiti, delle inesattezze o irregolarità nella documentazione o verificare se i prezzi siano stati gonfiati. In tutti questi casi sarà il condomino a dover pagare le somme non spettanti o il credito d’imposta indebitamente ceduto, rischiando anche il reato penale, ove previsto.

In questo periodo storico, la mancanza di materie prime, rende il costo dei materiali molto variabile, e stiamo assistendo alla rinuncia ai lavori da parte di alcune imprese costruttrici. Inoltre la grande richiesta di lavori allunga i tempi o fa slittare la data inizio lavori.

Hai bisogno di una consulenza o vuoi capire se stai agendo in modo corretto? info@studiolegalenavarrouberti.it



data 12/01/2022
Categoria Diritto condomini
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